Cos’è, esempio pratico e come ottenere il Pimus online

Percorrendo le strade della nostra città non è raro imbattersi in ponteggi ed edifici in corso di ristrutturazione. Anzi, tra bonus per il rifacimento delle facciate ed esigenze di rinnovamento delle strutture, possiamo dire che oggi di ponteggi se ne trovano in abbondanza. E parlando di sicurezza, il Pimus per ponteggi è un documento essenziale per ogni azienda del settore.

Ma cos’è il Pimus? Quali sono i contenuti minimi del Pimus? Quando è obbligatorio? Come ottenere il Pimus online compilato? È il momento di rispondere a tutte queste domande, fornendo anche un piccolo esempio di Pimus con le informazioni essenziali.

Cos’è il Pimus, per chi è obbligatorio e quando serve

Il documento per il Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio Ponteggi, detto appunto Pimus, è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza dei lavori temporanei in quota nei cantieri edili. Pertanto contiene tutte le indicazioni tecniche, organizzative e operative relative alle fasi di montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi all’interno di un cantiere.

Il Pimus è un documento redatto nel rispetto delle normative vigenti in materia e considera i contenuti minimi previsti dall’allegato XXII del D.Lgs. 81/08. È indispensabile non solo per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori che operano nei cantieri, ma anche degli abitanti o dei fruitori degli edifici coinvolti in interventi di ristrutturazione. È il datore di lavoro il responsabile della redazione del Pimus e della sua attuazione, nonché della formazione dei lavoratori che utilizzeranno il ponteggio.

Il Pimus è obbligatorio per tutte le aziende che utilizzano ponteggi nei propri cantieri. In particolare ponteggi metallici fissi (indipendentemente dalle dimensioni), ponteggi provvisori o impalcati costruiti con elementi di ponteggi metallici fissi o ponteggi realizzati in legno. Il documento deve essere conservato per tutta la durata del montaggio, dell’uso e dello smontaggio del ponteggio e per almeno due anni dopo la fine dei lavori.

Il mancato possesso del documento può comportare seri rischi per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti delle opere in costruzione. Pertanto, la legge prevede sanzioni per chi non rispetta l’obbligo di redigere e conservare il documento. In particolare, l’articolo 39 del D.Lgs. 81/08 prevede che chiunque non rediga il Pimus o lo rediga in modo incompleto o non aggiornato, può essere sanzionato con una multa che va da 1.500 a 6mila euro.

Il documento per il Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio Ponteggi deve essere aggiornato ogni qual volta si verifichino mutamenti e/o quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione, o in mancanza, ogni 5 anni. È importante che l’azienda mantenga il documento aggiornato in modo da garantire la sicurezza dei propri lavoratori.

Infine attenzione a non cadere nell’errore che molti commettono, pensando che possa essere sufficiente un Pimus generico per più ponteggi. Al contrario, il Pimus deve essere specifico per ogni ponteggio e deve tenere conto delle sue caratteristiche specifiche.

 

Un esempio del Pimus ponteggi con i contenuti minimi

Fornire un esempio di Pimus per i ponteggi è molto complicato, poiché ogni Pimus è diverso a seconda delle situazioni e delle esigenze. È possibile però specificare quali siano i contenuti minimi che un buon documento deve avere al suo interno. Nella redazione del Pimus bisogna specificare:

  • I dati identificativi: luogo del cantiere, datore di lavoro, squadra degli addetti e tipologia di ponteggio;
  • Il disegno del ponteggio per Pimus con la firma del progettista;
  • Il progetto;
  • Le modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio;
  • Le norme che regolano gli accessi, gli spostamenti, il deposito di materiale e il personale addetto;
  • Le verifiche da effettuare prima del montaggio e durante l’uso del ponteggio;
  • La planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio;
  • Le modalità di verifica;
  • I dispositivi di protezione individuale: imbracatura, guanti, elmetti ecc.;
  • La descrizione delle attrezzature utilizzate;
  • Le misure di sicurezza da adottare in caso di linee elettriche in tensione vicino al ponteggio;
  • Il tipo di ancoraggi e le modalità di realizzazione;
  • Le misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche e di caduta di materiali e oggetti;
  • Le verifiche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l’uso.

Come ottenere il Pimus online compilato e aggiornato

Il Pimus deve essere redatto da un tecnico abilitato e competente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo perché la compilazione e l’aggiornamento di questo importante documento è un passaggio cruciale per un’azienda nell’avvio dei lavori di ristrutturazione. È quindi importante non sbagliare nulla e avvalersi di un supporto esterno nella compilazione. Potete affidarvi a noi: Divuerre si occupa anche della compilazione di Pimus redatti da tecnici specializzati, senza costi aggiuntivi e a prezzi contenuti.

Con soluzioni specifiche per ogni azienda, in 24 ore potrete ottenere il vostro documento per il Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio Ponteggi comodamente online, in tutta sicurezza e con la garanzia di poter disporre di un documento completo e aggiornato in ogni sua parte.

Quali sono i rischi e i tipi di stress sul lavoro?

Nel panorama lavorativo attuale un’azienda non può dirsi rispettosa dei propri dipendenti e aggiornata in tema di sicurezza sul lavoro se, oltre al benessere fisico dei lavoratori, ne sottovaluta il benessere mentale. Anzi, a causa del forte impatto sull’efficienza delle risorse umane, la salute mentale oggi è uno dei più importanti aspetti da salvaguardare all’interno di aziende di ogni dimensione e settore. Non a caso la valutazione dello stress da lavoro correlato è prevista dalle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro a partire dal d.lgs 81 del 2008.

Tuttavia non è sempre stato così. Fino a quattro anni fa tale valutazione non era così considerata nell’ambiente lavorativo. È stato il d.l. 78/2010 ad aver introdotto l’obbligo di valutazione dei rischi dello stress da lavoro correlato nel DVR. E proprio perché così “giovane”, questo obbligo solleva ancora parecchi dubbi da parte delle aziende. In questa guida vogliamo rendere l’argomento più semplice e comprensibile per tutti, cercando di rispondere alle domande più frequenti.

Vediamo di seguito cos’è davvero lo stress da lavoro correlato, quali sono i tipi di stress sul lavoro, i rischi e in quali casi una sua valutazione è obbligatoria per le aziende.

 

Cos’è lo stress da lavoro correlato? Sintomi, tipi di stress e cause

Secondo la definizione dell’Inail lo stress da lavoro correlato è uno stress legato all’attività lavorativa che si manifesta quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle o controllarle.

Lo stress lavorativo viene anche definito dall’accordo quadro europeo come “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale“.

Appare evidente quindi come questo disturbo dovuto al lavoro o l’ansia da lavoro possa comportare seri rischi per la salute psicofisica dell’individuo. È senza dubbio compito del datore di lavoro sviluppare sempre più sensibilità verso questo tema e saper leggere i sintomi dei dipendenti al fine di creare un ambiente di lavoro sereno e rispettoso della persona.

A proposito di sintomi, possono essere sia fisici che psicologici e a loro volta definiscono i tipi di stress sul lavoro. Il sintomo più comune è una grande stanchezza, sia fisica che mentale, non direttamente collegata all’attività appena svolta. Spesso infatti ci si sente stanchi ancora prima di iniziare la giornata lavorativa. Altro sintomo è una forte demotivazione, così come la sensazione di sentirsi incapaci e non all’altezza. Possono sorgere pensieri di irrilevanza del lavoro svolto e la percezione di non riuscire a fare mai abbastanza per portare a termine un progetto.

Quali sono invece le cause dello stress da lavoro correlato? Possono dipendere le problematiche diverse relative principalmente all’organizzazione aziendale, alle relazioni tra colleghi e con i superiori, al modo in cui si gestisce il lavoro e in ultimo al rapporto personale che si ha con il lavoro. Altre cause possono essere ovviamente il mobbing, l’isolamento sociale, addirittura cause di natura ambientale come il rumore, la luce e la temperatura inadeguata.

 

I rischi dello stress da lavoro correlato

Altrettanti sono i rischi derivanti dallo stress nell’ambiente di lavoro. Gli effetti negativi dello stress lavoro-correlato sulla salute dei lavoratori possono essere di natura fisica, psicologica e sociale, come malattie cardiovascolari, disturbi muscoloscheletrici, ansia, depressione, burnout, problemi relazionali e familiari.

È importante sottolineare come i rischi vadano in due direzioni ben precise. Da un lato sulla persona che sperimenta questo senso di stress, con tutte le conseguenze che abbiamo specificato. Dall’altro lato, gli effetti ricadono inevitabilmente anche sull’azienda: i dipendenti sotto stress porteranno a maggiori difficoltà di comunicazione, di relazione, di gestione dei progetti, generando un calo della produttività generale dell’azienda.

 

La valutazione del rischio di stress da lavoro correlato è obbligatoria? Quando serve l’aggiornamento del DVR?

La valutazione dello stress da lavoro è parte integrante della valutazione dei rischi ed i suoi risultati devono essere inseriti all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Chiariamo subito la questione legata all’obbligatorietà o meno del DVR stress lavoro correlato: è obbligatorio per tutte le aziende che impiegano lavoratori dipendenti. In particolare, l’obbligo sussiste per le imprese che occupano più di 10 lavoratori e che svolgono attività che comportano rischio da stress lavoro-correlato. Tuttavia, anche le imprese con meno di 10 dipendenti sono tenute ad effettuare la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato e a redigere il drs (corredato da opportuno DVR) qualora si riscontri la presenza di fattori di stress nell’ambiente lavorativo.

Infine una precisazione sull’aggiornamento del DVR stress da lavoro correlato: il Documento di Valutazione del Rischio Stress Lavoro Correlato deve essere aggiornato ogni qual volta si verifichino mutamenti significativi nelle attività lavorative dell’azienda, oppure quando i risultati della sorveglianza sanitaria dei lavoratori ne rendano necessaria la revisione. In ogni caso, il datore di lavoro è obbligato ad aggiornare il documento almeno ogni 5 anni.

 

Come ottenere il DVR sullo stress da lavoro correlato

È chiaro a tutti adesso quanto la compilazione e l’aggiornamento del Documento di Valutazione del Rischio Stress Lavoro Correlato sia importante per un’azienda. E spesso, per non sbagliare nulla, è meglio avvalersi di un supporto esterno nella compilazione.

Potete affidarvi a noi: Divuerre si occupa della compilazione di DVR aziendali redatti da tecnici specializzati, senza costi aggiuntivi e a prezzi contenuti. Con soluzioni specifiche per ogni azienda, in 24 ore potrete ottenere il vostro DVR comodamente online, in tutta sicurezza e con la garanzia di poter disporre di un documento completo e aggiornato in ogni sua parte.

Ogni quanto va aggiornato il dvr?

Nell’attuale mondo del lavoro, dove l’attenzione alla persona gioca un ruolo sempre più centrale, un aspetto su tutti guida le aziende e i datori di lavoro verso una più responsabile gestione dei propri dipendenti. Stiamo parlando della sicurezza. E nell’ambito della salute e della sicurezza, sempre più spesso si sente parlare di DVR.

In effetti in DVR, acronimo di Documento di Valutazione dei Rischi, è uno strumento essenziale in ogni luogo di lavoro, perché in grado di salvaguardare e promuovere una maggior sicurezza all’interno dell’ecosistema aziendale secondo le normative introdotte dal Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro.

Ma cos’è davvero il DVR? E soprattutto, domanda sempre più diffusa nelle aziende, ogni quanto deve essere aggiornato il DVR? Quali sono le scadenze? Esistono casi in cui si rende necessario un aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi prima della scadenza?

Siamo qui per rispondere a tutte queste domande e semplificarvi le cose: ecco tutto quello che dovete sapere sul DVR aziendale.

 

Che cos’è il DVR aziendale?

Il DVR o Documento di Valutazione dei Rischi è un documento che riporta un’analisi dettagliata delle attività svolte all’interno dell’azienda finalizzato all’identificazione dei rischi a cui sono esposti i lavoratori. Il DVR sulla sicurezza ha lo scopo di individuare le misure di prevenzione e protezione per eliminare o ridurre al minimo i rischi e garantire la sicurezza e la salute di dipendenti, fornitori, visitatori e clienti dell’azienda.

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere custodito dall’azienda ed essere redatto in modo completo e dettagliato, in modo da individuare ogni rischio presente nell’ambiente lavorativo e le relative misure di prevenzione da adottare.

 

Il DVR è obbligatorio? Cosa deve contenere?

Altra domanda molto diffusa sul DVR è in merito alla sua obbligatorietà. Ebbene, molto semplicemente il DVR è obbligatorio per tutte le aziende, indipendentemente dal settore di attività e dal numero di dipendenti. La valutazione dei rischi è infatti uno strumento obbligatorio per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, ed è un dovere di ogni datore di lavoro (è lui infatti incaricato di redigere il documento) garantire la sicurezza dei propri dipendenti. Oltre al datore di lavoro, il Documento di Valutazione dei Rischi può essere redatto anche da esperti qualificati.

La mancata valutazione dei rischi è ovviamente sanzionata e costituisce anche una delle gravi violazioni che impongono agli organi di controllo di sospendere l’attività imprenditoriale.

Ma cosa deve contenere un Documento di Valutazione dei Rischi? Un buon DVR deve presentare queste caratteristiche:

  • Deve descrivere tutti i rischi presenti in azienda legati allo svolgimento dell’attività o mansione
  • Deve indicare la tipologia di misure di prevenzione e protezione adottabili per tenere sotto controllo o eliminare il rischio per i lavoratori
  • Deve contenere una relazione che faccia riferimento ai criteri adottati per la valutazione, rischio per rischio, in modo che il documento risulti comprensibile anche ai non addetti ai lavori
  • Per ogni valutazione, deve contemplare la scelta delle misure di prevenzione e protezione adottate per ridurre il rischio
  • Deve contenere anche una relazione che preveda un programma di misure utili a garantire nel tempo un certo grado di miglioramento relativamente al servizio di prevenzione e sicurezza
  • Deve fornire un’indicazione dello stato di avanzamento del programma di miglioramento rispetto alle previsioni iniziali
  • Deve contenere una valutazione dello stress lavoro correlato
  • Deve essere valutato il rischio lavorativo relativo ai casi di lavoratrici gestanti
  • Deve contenere l’organigramma della sicurezza

 

Ogni quanto va aggiornato il DVR? I casi in cui serve un aggiornamento prima della scadenza

Ogni quanto va aggiornato il DVR? Questa la domanda che preoccupa la maggior parte delle aziende e dei datori di lavoro. L’aggiornamento del DVR deve essere eseguito ogni volta che si verificano mutamenti nell’ambiente di lavoro o quando i risultati della sorveglianza sanitaria lo rendono necessario. In mancanza di tali motivi, l’aggiornamento deve essere eseguito almeno una volta ogni 5 anni.

Ma vediamo adesso quali sono i casi in cui si rende necessaria una revisione del DVR. L’art. 29 comma 3 del Testo Unico sulla Sicurezza prevede che l’aggiornamento del documento sia necessario ogni volta che si verificano i seguenti casi:

  • Aggiornamento del DVR per cambio del datore di lavoro
  • Aggiornamento del DVR per variazioni sull’organizzazione del lavoro:  vale a dire in casi di nuovo organigramma aziendale, nuove sedi in cui svolgere l’attività o sede distaccata. È inoltre necessario un aggiornamento del DVR per nuove assunzioni o cambio del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
  • Aggiornamento per modifiche del processo produttivo: ad esempio per l’introduzione di nuove strumentazioni
  • Aggiornamento del documento per infortuni significativi sul lavoro
  • Risultati della sorveglianza sanitaria che evidenziano la necessità di aggiornamenti della valutazione dei rischi

Tale aggiornamento deve essere eseguito entro 30 giorni dal verificarsi di uno di questi avvenimenti, così da renderlo adeguato e integrato alle nuove caratteristiche dell’azienda.

 

Come ottenere il DVR online in modo sicuro, veloce e conveniente?

Arrivati in fondo a questa guida, appare evidente come la compilazione e il costante aggiornamento del DVR sia un passaggio estremamente importante e delicato all’interno dell’ecosistema di un’azienda. È dunque necessario prestare particolare attenzione e spesso… avvalersi di un supporto esterno per essere sicuri di non sbagliare. Potete affidarvi a noi: Divuerre si occupa della compilazione online di DVR aziendali redatti da tecnici specializzati, senza costi aggiuntivi e a prezzi contenuti. Con soluzioni personalizzate per ogni azienda, in 24 ore potrete ottenere il vostro DVR comodamente online, in tutta sicurezza e con la garanzia di poter disporre di un documento completo in ogni sua parte e aggiornato secondo le esigenze.

Un supporto utile e pratico per tutte le aziende che hanno a cuore i propri dipendenti. Perché la sicurezza viene prima di tutto, soprattutto per noi.